Mare o campagna
*Quella che segue è un’opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti è da considerarsi puramente casuale.
**Il racconto inedito, ispirato al quadro, è firmato da Barbara De Filippis.
A febbraio, in Salento, l’inverno è appena cominciato, ma noi siamo già stufi. Delle nuvole e della pioggia ci stanchiamo presto, il freddo lo sopportiamo poco, tolleriamo giusto il vento, perché in quello siamo nati ed è per noi un classico intramontabile, in tutte le stagioni.
A febbraio, dopo neanche un mese di intemperie malgradite, ci parte la nostalgia! Per l’aria tiepida, il cielo azzurro (che solo a pennarello viene uguale), quella luce calda e quel sole abbagliante che illumina i nostri paesaggi,
vere calamite per chiunque li abbia visti dal vivo almeno una volta, figuriamoci per noi, che ce li abbiamo proprio sotto il naso!
E siccome ad averceli sotto il naso senza poterseli godere ci si ammattisce, appena ne abbiamo l’occasione, perché il tempo lo permette, ci precipitiamo all’aperto! È un’attrazione fatale la nostra, per il mare e la campagna… Non ci credi?
Chiedi a Mariagrazia, che in cima ai suoi programmi per il tempo libero, ha sempre un giretto sulla costa.
A vedere quella distesa blu che le ricorda le domeniche d’infanzia, le lezioni di nuoto con il nonno, le collezioni di conchiglie e di amicizie sulla spiaggia, si sente sempre ritemprata. Certo d’estate è il massimo, perché d’estate in quell’acqua turchese ci si può proprio tuffare e il sollievo di quei ricordi confortanti le passa direttamente dalla pelle. Ma è febbraio, e bisogna accontentarsi. Un solo cenno da parte del sole, quello magari sì, ed è pronta a correre subito dal suo mare.
Benedetta invece è ossessionata dagli scenari campestri. Non che si possa darle torto.
Le campagne salentine profumano di umido d’inverno e di bruciato d’estate, che non è bello, ma caratteristico sì. Ci sono quegli ulivi, che a Benedetta ricordano i giochi tra i teli verdi pieni di frutti insieme alla sua migliore amica, e quei muretti in pietra che ci si nascondeva dietro e ora sono lì, a custodire il suo passato. Ma quel che le piace più di tutto è la luce che si sparge per i campi, lungo le stradine sterrate, su per i tronchi degli alberi, tra i rami dei cespugli, nei solchi della terra. Una luce che accende i colori nella natura e l’allegria nel cuore. A febbraio si vede meno, ma la primavera, si sa, è ormai alle porte.
Non ci resta allora che armarci della nostra proverbiale “canza”, della nostra pazienza, e attendere. L’amato bel tempo è in arrivo e dal nostro mare e dalle nostre campagne niente e nessuno potrà più tenerci lontano.

