Coltivare la creatività nel tempo libero

Nel 2019, in un articolo sulla rivista Atlantic, il giornalista Derek Thompson coniò il termine “workism”, definendolo come la moderna convinzione che il lavoro non sia solo una necessità economica, ma lo scopo stesso della vita e il focus dell’identità individuale. Una riflessione che, indipendentemente da quanto possa metterci d’accordo, ci ricorda un trend in crescita negli ultimi anni: quello di considerare il tempo che non dedichiamo all’attività lavorativa come "tempo perso” più che “tempo libero”. Pensare infatti di impiegare le nostre energie in qualcosa che non rispecchi il concetto contemporaneo di produttività, ci fa sentire in colpa. Eppure è dimostrato che le pause, ben sfruttate per lo svolgimento di attività diverse rispetto a quelle di routine, sono in grado di offrirci tutta una serie di vantaggi, persino nel nostro “preziosissimo” ambito lavorativo.
E c’è di più! Come dimostrato dalla celebre ricerca del 2014 dell’Università di San Francisco, e prima ancora da quella condotta da Robert Root-Bernstein tra gli anni 60 e gli anni 80, le attività “creative” sono quelle in grado di offrire più vantaggi. Gli hobby creativi infatti, coinvolgono l’inconscio, permettendoci di attingere a una dimensione complementare a quella razionale e trarre beneficio da un ritrovato equilibrio tra le due. Ma vediamo nello specifico i vantaggi di un hobby creativo!
Riduzione dello stress
Come appena detto, gli hobby creativi - come disegnare, dipingere, scrivere, suonare, ma anche tenere un diario - chiamano in causa la “libertà espressiva”, aiutandoci a interrompere la meccanica infallibile della routine e del pensiero razionale. Questo “shift” allevia automaticamente lo stress quotidiano, offrendoci una pausa dallo stesso e orientando la nostra attenzione su quel flusso creativo che emerge direttamente dal nostro animo.
Maggiore autoconsapevolezza
Spostare l’attenzione sulla nostra sfera emotiva aumenta senza dubbio la nostra autoconsapevolezza. Rientriamo in contatto con il nostro io più autentico e ci ri-conosciamo. Creare e sperimentare ci apre gli occhi sulle nostre potenzialità e i nostri limiti e ci permette di avere un quadro più chiaro delle nostre inclinazioni e dei nostri standard, favorendo in ultima analisi anche la nostra autorealizzazione.
Più autostima
Il lavoro creativo ci mette alla prova, siamo solo noi con le nostre capacità immaginative, il nostro approccio al problem solving, le nostre abilità manuali in alcuni casi. Nel momento in cui superiamo delle sfide, contando sulle nostre forze e facendo leva sui nostri talenti artistici (che sono esattamente quelli che vengono chiamati in causa nel caso di hobby creativi) la nostra autostima ne risente in positivo. Naturalmente è fondamentale scegliere un’attività che ci sia minimamente congeniale, ma questo sta alla base del concetto stesso di “hobby”.
Più equilibrio
E chiudiamo il cerchio riprendendo quanto accennato nell’incipit di questo articolo: coltivare nel tempo libero la nostra dimensione creativa/artistica ci permette di ritrovare quell’equilibrio, minacciato dai trend esistenziali moderni, tra cui spicca il già citato “workism”. Lasciare spazio solo al lavoro e valorizzare unicamente le nostre performance produttive vuol dire mettere violentemente a tacere qualcosa che invece è altrettanto fondamentale per noi e la nostra vita: la libera espressione creativa.

Che ne dici, Art Wanderer, sei d’accordo? Hai già sperimentato in prima persona i vantaggi di un hobby creativo o sei in procinto di farlo al più presto ;-) ? Fammelo sapere nei commenti!